Green Art Italia sviluppa l’inclusione come principio strutturale, in collaborazione con la Consulta della Disabilità e l’UICI, superando l’accessibilità come semplice adeguamento normativo. Attraverso QR code con audio-descrizioni, pannelli multisensoriali e strutture prive di barriere architettoniche, il progetto garantisce una fruizione autonoma delle opere, dimostrando come l’inclusione possa migliorare la qualità dell’esperienza culturale per tutti.
Green Art Italia integra l’inclusione come principio strutturale del progetto, sviluppato fin dalle fasi iniziali in collaborazione con la Consulta della Disabilità e con associazioni del territorio, tra cui in particolare UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Questo approccio ha consentito di superare una visione dell’accessibilità come adeguamento successivo, per costruire invece un sistema progettuale capace di garantire una fruizione reale, consapevole e autonoma degli spazi, delle opere e delle attività. L’inclusione viene quindi assunta come parametro di qualità e non come semplice risposta a un obbligo tecnico o normativo.
Le opere sono accompagnate da QR code con audio-descrizioni, strumenti digitali e pannelli multisensoriali, progettati per permettere anche alle persone non vedenti e ipovedenti una comprensione autentica dei contenuti artistici. Questi dispositivi consentono un rapporto più diretto con l’opera e rendono l’esperienza culturale più aperta, leggibile e condivisibile.
I pannelli multisensoriali rappresentano uno degli elementi più qualificanti del progetto e sono il risultato di un lavoro condiviso tra competenze artistiche, educative e sociali, sviluppato con il contributo di Sioli Sereni, Luciana Pericci, Lorella Ronconi e Davide Braglia.
Parallelamente, gli spazi e gli eventi sono stati organizzati per garantire una partecipazione effettiva, anche attraverso l’eliminazione di barriere architettoniche e l’adeguamento delle strutture, come nel caso del palco accessibile tramite rampa.
Questo modello si traduce in una visione più ampia: rendere accessibile un’opera o un evento non significa rispondere a un bisogno specifico, ma ampliare la qualità dell’esperienza per tutti, migliorando la comprensione, la fruizione e la relazione con i contenuti.
Green Art Italia dimostra come l’inclusione possa diventare un elemento generativo, capace di incidere non solo sulle modalità di accesso, ma sulla qualità complessiva del progetto e sul suo impatto culturale e sociale.
Green Art Italia nasce dall’esperienza di Green Art Maremma, progetto promosso dall’associazione Green Future Center ETS e ideato da Claudio Reginali, avviato nel 2024 per rigenerare il Centro Servizi Le Palme, in Via dei Barberi 108 a Grosseto.
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