“Ombrone Green”

“Ombrone Green” — Tellas, 2024 — Edificio 3

L’opera prende il nome dal fiume Ombrone, il secondo fiume più lungo della Toscana dopo l’Arno, che nasce nel Chianti senese e, dopo oltre 160 km di corso, attraversa la pianura grossetana prima di sfociare nel Mar Tirreno, proprio ai margini del Parco della Maremma.

L’Ombrone non è soltanto un corso d’acqua: è da secoli il cuore liquido del territorio, un elemento capace di plasmare paesaggio, economia e identità della Maremma. È infatti grazie ai sedimenti trasportati dalle sue piene, sfruttati fin dal Settecento nelle grandi opere di bonifica per colmata, che si è formata la fertile pianura su cui oggi sorgono campi coltivati, aziende agricole e la stessa città di Grosseto. Senza il lavoro silenzioso e talvolta violento di questo fiume, la Maremma agricola moderna, così come la conosciamo, semplicemente non esisterebbe.

Un fiume dal carattere duplice: fonte di vita e, insieme, di pericolo. La memoria collettiva del territorio porta ancora il segno della grande alluvione del 4 novembre 1966, quando le sue piene misero in ginocchio la città. Ma accanto a questa forza dirompente, l’Ombrone custodisce anche un patrimonio naturalistico prezioso: la vegetazione ripariale che lo accompagna crea un vero e proprio corridoio ecologico, habitat per numerose specie di pesci, uccelli e insetti, e ospita persino specie rare come il cavedano etrusco, oggi a rischio estinzione.

Attraverso forme morbide e tonalità di verde, l’artista trasforma la facciata in un paesaggio quasi astratto, che richiama colline, argini e vegetazione fluviale. Lo stile essenziale, fatto di linee pulite e colori naturali, permette di leggere il murale come una sorta di mappa emotiva del territorio, capace di restituire, anche in un contesto urbano, il legame profondo e antico tra Grosseto e il suo fiume.